The Expendables – Quando il mercenario ritorna dall’Ospizio
Erano forti, erano americani, erano patrioti. Erano dei veri duri (a volte anche di comprendonio). Erano gli slabbratissimi eroi dell’era yuppie. Quintessenza della propaganda cinematografica contro l’Unione Sovietica. Da Rambo a Cobra, da Commando passando per Terminator e finendo con Danko.
Stallone, Schwarznegger e i loro cloni minori e minorati hanno imposto il fascino dell’America colonialista e arrogante, la prima potenza del mondo che fu.
Paesi come la Turchia, fortemente nazionalista, vietavano di proiettare film stranieri. Ma la fama travolgente delle pellicole militaresche e machiste USA era inarrestabile.
Per soddisfare la domanda interna di action patriot movies ed evitare una sommossa popolare il governo turco produsse nel 1985 questo:
“Turkish Rambo”, cioè ne vuoi stare anche a parlare?
E adesso che l’America declina, mostrando tutta la sua debolezza di gigante ferito incapace di rialzarsi, dove sono i suoi leggendari campioni di Hollywood?
Invecchiati e segnati nel corpo dai loro eccessi i vari Stallone, Lundgren, Willis sembrano muscolosi pensionati.
Non sapendo come trovare nuovi ruoli al cinema – anche perchè molti di loro sanno sì menare ma molto meno recitare – Stallone ha deciso, l’anno passato, di radunarli per “The Expendables – I mercenari”, riedizione fuori tempo massimo del vecchio passato glorioso.
Un commando di mercenari over 60 che vengono ingaggiati in tutto il mondo per risolvere grane. Voi ci mandereste vostro zio con un fisico da benzinaio a rovesciare il Gheddafi di turno?
Ecco, figuriamoci la CIA.
Adesso che è in lavorazione il sequel e dopo la fortunatissimo numero di Ratman che li ha giustamente presi per gli zebedei, andiamo a scoprire un pò di altarini di questi invincibili eroi tutti d’un pezzo al servizio della bandiera stelle e strisce.
Partiamo da Sly, regista e protagonista de I Mercenari. Uno dei primi effetti dell’aumento dell’età pensionabile è che gente come Stallone continua a far finta di avere 25 anni. E poi finisce che ti si frattura una vertebra quando pretende di girare una scena contro il lottatore di wrestiling Steve Austin, vent’anni più giovane. Lascia fare che aveva già fatto quella cagata di Rocky Balboa dove torna sul Ring a 61 anni e pareggia (sì esatto, pareggia) con il campione dei pesi massimi in carica.
Ma Sylvester non la da a bere più neanche a Charlton Easton fosse vivo.
Per girare il film s’è lasciato 2 milioni di dollari di debiti in Brasile (location del film), è stato beccato all’aeroporto di Sydney con una valigetta di anabolizzanti e viagra.
Scheletri nell’armadio Silvestro ne ha e come.

Da "Una storia Italiana": quel libretto che vi arrivò per posta nel 2001 per convincervi a votare Silvio. Da notare che nella foto è taggato come Rocky, non come Stallone.
L’attore, che vanta di avere una statuta di bronzo a dimensione reale nel giardino, raffigurante lo stallone italiano Rocky Balboa, deve il suo soprannome più celebre, lo stallone appunto, al suo primo film mai realizzato:
il film porno amatoriale “Lo Stallone Italiano” del 1970. Cazzo, Rocky l’hai scritto tu, almeno cambiati il soprannome deficiente.
Rimanendo nell’ambito pornografico perchè non menzionare le avventure bollenti di Arnold Schwartznegger, che ne i “Mercenari” fa solo una comparsata.
Durante la corsa per la presidenza della California spuntò fuori un film porno gay a sfondo orgiastico con protagonista l’ex culturista austriaco. Ma a riscattare la sua virilità in dubbio c’ha pensato proprio Arnie, mettendo in cinta la sua badant…ehm domestica ispanica, con la quale, si è saputo recentemente, ha un figlio illegittimo.
Altro duro nella squadra dei mercenari è Mr. Mickey Rourke, irlandese pazzo. Lui era quello che si bombava Kim Basinger in “Nove settimane e mezzo” ma poi ha preferito darsi alle droghe e frequentare John Gotti, capo della mafia newyorkese. Stufo dei mafiosi si è dato alla vita da biker con gli Hells Angels e alle risse da bar. Nei primi anni novanta ha incominciato una carriera di boxer durante la quale si è fratturato di tutto. Attualmente ha il volto rimodellato da 3 plastiche complete poichè il suo setto nasale e gli zigomi non esistevano più.
Altro cameo è quello di Bruce Willis, che al contrario degli altri ha una carriera cinematografica di tutto rispetto. C’ha solo il problema di essere un guerrafondaio fuori di testa. Nel 2004 promise 1 milione di dollari a qualsiasi americano avesse catturato personalmente Osama Bin Laden. Sì, certo Bruce, lo volevamo catturare a mani nude con l’ausilio di una cerbottana.
E a te, Vin Diesel, non ti hanno invitato a fare il mercenario?
Posted on novembre 26, 2011, in cimena, film, fumetti, TV and tagged i mercenari, i sacrificabili, porno stallone, ratman, sly, stallone italiano, sylvester stallone, the expendables, turkish rambo. Bookmark the permalink. 2 commenti.





Contraccambio la visita. Noto con piacere che piu’ o meno la pensiamo allo stesso modo riguardo al film.
Vin Diesel non lo hanno chiamato perche’ e’ troppo givane, anzi mi stupisco di come abbiano messo Jason Statham che ha 20 di meno della media dei protagonisti. Quanto a Steve Austin, particina sacrificata….. potevano lasciargli un po’ piu’ di spazio
Conta che il compenso di Vin Diesel è sicuramente più alto di quello di Statham… già radunare quel manipolo credo sia stato abbastanza costoso, senza avere garanzie sugli incassi. Non a caso Stallone si è lasciato in giro per il mondo una bella scia di debiti per la realizzazione del film… In ogni caso preferivo lo Stallone che dialogava con la sua età anagrafica, non con quella mentale, come quello di Copland.